
Sul forum redazionale de
LoSpazioBianco.it, una recensione del numero #250 di
Dylan Dog ha fatto nascere una discussione sul ruolo del disegnatore che adesso giro qui.
Si parlava di
Bruno Brindisi come disegnatore. Un eccellente disegnatore. Probabilmente, insieme a
Roi, il migliore in forza alla
Bonelli.
Ma chi è il disegnatore? Brindisi è un disegantore nel senso "
assoluto"?
Mi spiego meglio. Per me il disegnatore è un artista polivalente, capace di suscitare grandi emozioni nel lettore con il proprio tratto. Il disegnatore è un narratore per immagini, libero di esprimersi come crede per arrivare al cuore di chi ha l'albo tra le mani.
Gipi è un disegnatore.
Hayao Miyazaki è un disegnatore.
Daniel Clowes è un disegnatore.
I disegnatori italiani che lavorano per le major sono disegnatori, visto che spesso sono solo "
relegati" ad illustrare una storia fatta da altri?
Si potrebbe avvertire in questo un giudizio denigratorio o dispregiativo del disegnatore italiano, ma non è assolutamante così. Un disegnatore non è meno bravo se presta le proprie matite agli altri. Non voglio nemmeno dire che l'unico disegnatore "vero" è colui che scrive disegna le proprie storie, perchè sarebbe davvero limitativo.
La domanda che mi sono posto, proprio vedendo i bellissimi disegni di Brindisi, è solo: "
un disegnatore, seppure eccezionale, se è costretto a realizzare un albo secondo precisi canoni(sia di sceneggiatura, che imposti dalla casa editrice) che limitano la propria vena artistica, alla fine non si 'riduce' ad illustrare una storia, piuttosto che disegnarla?".
Un ultimo esempio: prendiamo
Julia, un altro fumetto pubblicato dalla
Bonelli.
Berardi, l'autore, pretende dai propri disegnatori che la protagonista venga disegnata sempre alla stessa maniera. Ciò è confermato dal fatto che, se guardiamo Julia, solo un occhio allenato riesce a distinguere disegnatori diversi. Questi disegnatori, più che "disegnare" Julia, non stanno "illustrando" Julia?
Sopra, una vignetta tratta da Dylan Dog #250 - Copyright degli aventi diritto